Coni turafalle in barca

Coni turafalle in barca

Cosa sono, perché averli e come usarli, Guida del comandante sui coni turafalle in barca

09 Febbraio 2026 – di Andrea (PassioneMare) – Tempo di lettura: 5 minuti

Coni turafalle in barca

Se c’è una cosa che un comandante spera di non dover mai usare… ma vuole assolutamente avere a bordo, sono i coni turafalle. 😅 Sono piccoli, costano poco, non fanno scena come il plotter nuovo, ma il giorno in cui un passascafo decide di salutarti… ti salvano la barca. ⛵🛟

I coni turafalle in barca sono fondamentali per ogni comandante, poiché offrono una soluzione d’emergenza per mantenere la sicurezza della navigazione.

Coni turafalle in barca

Cosa sono i coni turafalle (e perché sono conici) 🔺

Perché i Coni turafalle in barca sono essenziali per la sicurezza in navigazione

I coni turafalle sono tappi conici, di solito in legno morbido (softwood) o in materiale sintetico/foam, pensati per tappare al volo:

  • passascafi rotti,
  • prese a mare danneggiate,
  • tubi saltati,
  • piccoli fori nello scafo o intorno a boccole e log.

La forma a cono serve a due cose:

  • entrare in fori di diametro diverso (più spingi, più “prende”),
  • sfruttare il fatto che il legno, bagnandosi, tende a gonfiarsi, migliorando la tenuta.

Ne esistono di due grandi famiglie:

  • i classici coni in legno morbido, da piantare nel foro;
  • i coni in foam sintetico tipo TruPlug, morbidi e deformabili, che si adattano anche a buchi irregolari e bordi taglienti.


Perché tenerli a bordo (e non solo “da regolamento”) ⚓

In molte normative e regolamenti offshore è consigliato (o richiesto) avere un cono turafalle vicino a ogni presa a mare. Non è burocrazia: è buon senso puro.

Perché?

  • Un passascafo che si rompe può affondare una barca in pochi minuti.
  • In caso di rottura, non hai tempo per bricolage: devi fermare l’acqua subito, poi pensare al resto.
  • Un set di coni turafalle costa poco, non ha parti che si rompono, non ha batterie, non scade davvero: è uno di quegli oggetti “vorrei non usarli mai, ma se servono… benedetti siano”.

Da comandante la regola è semplice:

“Se c’è un foro sotto la linea di galleggiamento, da qualche parte lì vicino deve vivere un cono turafalle.”


Dove tenerli: vicino, ma non marci 😅

Qui entra l’aneddoto da banchina. Molti manuali dicono: “lega un cono turafalle a ogni presa a mare”. Idea giusta: in emergenza ce l’hai lì, pronto. Ma…

  • se resta mesi/anni umido in sentina o contro un serbatoio, il legno può gonfiarsi, marcire, perfino corrodere materiali vicini (ci sono casi di serbatoi in alluminio rovinati dall’acidità del legno sempre bagnato).

Soluzione “da comandante” pratica:

  • per ogni presa a mare tieni uno o più coni in misura giusta in un punto molto vicino,
  • li puoi legare con una cimetta ma evitando che stiano sempre a bagno;
  • tieni un secondo set asciutto in un sacchetto ziplock in un gavone di sicurezza (così, se quello “di servizio” si rovina o si gonfia troppo, lo cambi).

Quando usarli: i casi tipici 🚨

I coni turafalle entrano in gioco quando hai ingressi d’acqua localizzati da un foro, una rottura, qualcosa che “non dovrebbe esserci”. Per esempio:

  • Passascafo / presa a mare rotta
    Il classico: valvola che si spezza, passascafo corroso o tubo che si stacca dal portagomma. Vedi un getto d’acqua entrare da un foro preciso.
  • Log o sensore profondità che salta
    Alcuni trasduttori sono montati su passascafi: se si rompe il corpo, rimane un bel foro tondo.
  • Tubo che scappa da un raccordo
    In alcuni casi puoi tappare direttamente il tubo infilando il cono dentro il manicotto o il foro del portagomma rovinato.
  • Piccole falle nello scafo
    Non è la soluzione definitiva, ma su un buco “ragionevole” il cono può rallentare moltissimo l’ingresso d’acqua, dandoti tempo per pompare, mettere un pannello di fortuna, resine, ecc.

Come usarli passo passo (versione mare grosso ma testa fredda) 🧠

Quando succede il patatrac, la scena è sempre simile: acqua che entra, rumore, panico crescente. Qui il comandante deve fare la differenza.

  1. Individua il punto esatto da cui entra acqua
    Lampada frontale, niente urla ma comandi chiari. Se sai già dov’è la presa a mare “sospetta”, hai vinto metà della battaglia.
  2. Prendi il cono giusto
    – Per i coni in legno: scegline uno poco più grande del foro.
    – Per i coni in foam (tipo TruPlug): portane uno “grande” e pronto da modellare.
  3. Inserisci, non ricamare
    • Cono in legno:
      • punta il lato più sottile nel foro,
      • spingi forte, puoi aiutarti con un martello di gomma o il palmo della mano (o un winch handle),
      • l’acqua aiuta il legno a gonfiarsi e migliorare la tenuta.
    • Cono in foam:
      • lo schiacci, lo infili nel foro o lo modelli adattandolo,
      • lui si espande riempiendo le irregolarità.
  4. Verifica la tenuta
    Rallentare il flusso spesso è già un successo. Anche se resta un filo d’acqua, l’obiettivo è passare da “stiamo affondando” a “la pompa di sentina ce la fa”.
  5. Stabilizza
    Se puoi, blocca il cono con una tavoletta, un pezzo di legno, una cima o del nastro forte (duct tape, fasce) per evitare che con il movimento si allenti.

Aneddoto da comandante: il giorno in cui il cono ha fatto più di mille gadget 😅

Chi naviga da un po’ ha sempre la storia dell’“ingresso d’acqua imprevisto”. C’è chi l’ha vissuta, chi l’ha vista e chi ha imparato dalla disavventura degli altri.

Un caso tipico raccontato in vari crash test:

  • seacock vecchio,
  • giro di valvola “innocente”,
  • crack… e parte un getto d’acqua stile fontanella dentro la barca.

La differenza tra “storione al bar” e “servizio del telegiornale” spesso è stata:

  • avere i coni già a portata di mano,
  • sapere già prima quale misura prendere,
  • non perdere 3 minuti a cercare un attrezzo che costa meno di un aperitivo.

Morale da comandante:

“Meglio un cono turafalle in più in gavone che un metro cubo d’acqua in più in sentina.” 💦



📦 Box – Checklist del Comandante per coni turafalle e prese a mare

Da fare a inizio stagione e poi una volta ogni tanto, quando sei in porto con calma.

  1. Conta le prese a mare (e i passascafi “seri”)
    Fai un giro completo sotto la linea di galleggiamento: prese a mare, scarichi wc, lavandini, log, trasduttori. Segnali mentalmente o su una lista: “quanti buchi ho nello scafo?”.
  2. Abbina un cono turafalle a ogni zona critica
    Per ogni presa a mare/passascafo importante, assicurati di avere almeno un cono in misura giusta a portata di mano (non in un gavone a prua se la presa è a poppa). Meglio due misure, piccola e media, per sicurezza.
  3. Controlla lo stato dei coni
    • Se sono in legno: verifica che non siano marci, spaccati o deformati a banana.
    • Se sono in foam/sintetico: controlla che non siano secchi, screpolati o tagliati.
      Quelli messi male si cambiano, senza pensarci troppo.
  4. Scegli la posizione giusta (vicino ma asciutta)
    Tienili vicini alle prese a mare, ma non sempre a bagno in sentina. Una rete, una tasca o una staffa dedicata vicino al punto critico è l’ideale; un secondo set asciutto in un sacchetto chiuso in un gavone “sicurezza” è un’ottima ridondanza.
  5. Fai un mini‑briefing all’equipaggio
    Prima di uscire per una stagione impegnativa, mostra a tutti:
    • dov’è la chiave delle prese a mare,
    • dove sono i coni turafalle,
    • come si infilano in un foro (anche solo a secco, per prova).
      In emergenza, sapere già cosa toccare vale oro.

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