Accessori che possono davvero salvarti la vita (EPIRB, PLB, AIS MOB e grab bag)
4 Gennaio 2026 – di (PassioneMare) – Tempo di lettura: 4 minuti
Dalla radioboa satellitare alla borsa d’emergenza pronta alla porta: gli accessori che speri di non usare mai, ma che fanno la differenza quando qualcosa va storto.

La sicurezza in barca vera non è quella che fa scena in banchina, ma quella che lavora in silenzio quando il mare decide di metterti alla prova.
Oltre alle dotazioni minime di legge, oggi sono i dispositivi satellitari e una grab bag ragionata a fare la differenza tra un grosso spavento e una brutta storia.
Consiglio di comandante con esperienza: “Compra meno LED blu e più cose che parlano con i soccorsi: nessuno è mai stato salvato da un portabicchieri illuminato.”
EPIRB: la radioboa che chiama aiuto al posto tuo

L’EPIRB è la radioboa di emergenza legata all’imbarcazione: quando la attivi, invia un segnale via satellite ai centri di soccorso con la posizione della barca, permettendo di avviare la ricerca anche se la radio è muta e l’elettronica è ko.
Per chi naviga oltre poche miglia è considerato ormai uno standard, spesso richiesto o obbligatorio dalle normative e raccomandato dalle associazioni nautiche.
Consiglio di comandante con esperienza: “Se navighi lontano e non hai l’EPIRB, è come andare in montagna d’inverno in maglietta: magari va bene… finché non va più bene.”
PLB: il bottone rosso personale da tenere addosso

Il PLB (Personal Locator Beacon) è un piccolo trasmettitore personale che usi tu, non la barca: lo porti addosso, lo attivi in emergenza e manda la tua posizione ai sistemi di soccorso, indipendentemente dall’unità su cui ti trovi. È particolarmente utile per chi fa trasferimenti, regate o sale su barche diverse, perché garantisce che, se ti separi dalla barca, non sparisci con lei.
Consiglio di comandante con esperienza: “Il PLB è come la cintura delle auto: all’inizio ti sembra esagerato, poi il giorno in cui succede qualcosa sei felice di averla allacciata.”
AIS MOB e AIS‑SART: farti comparire sugli schermi degli altri

I dispositivi AIS MOB e AIS‑SART non parlano al satellite, ma alle barche intorno: quando li attivi, fai comparire un allarme uomo a mare o unità in difficoltà sui plotter AIS delle imbarcazioni nelle vicinanze, con posizione e distanza. Di notte, con mare formato o in zone trafficate, trasformano una persona o una zattera quasi invisibili in un target chiaro, con allarme sonoro e simbolo dedicato a schermo.
Consiglio di comandante con esperienza: “Se devo scegliere, preferisco essere un triangolino lampeggiante sul plotter di qualcuno piuttosto che un puntino nero in mezzo alle onde.”
Grab bag: la borsa da afferrare quando il minuto è uno solo

La grab bag è una sacca stagna, colorata e sempre nello stesso punto, pensata per essere afferrata al volo quando devi lasciare la barca: dentro metti quello che ti serve per sopravvivere e farti trovare se finisci su zattera o tender. Di solito contiene mezzi di segnalazione (razzi, fuochi, torcia, specchio, fischietto), un kit medico, coperte isotermiche, acqua e cibo d’emergenza, un piccolo GPS o bussola, copie di documenti e contatti.
Consiglio di comandante con esperienza: “La grab bag non deve essere un puzzle: se per trovarla devi spostare cuscini e borse mare… stai già giocando contro il cronometro.”
Accessori uomo a mare: non basta gridare “uomo in mare!”
Oltre ai satellitari, restano fondamentali gli accessori dedicati all’uomo a mare: giubbotti autogonfiabili con luce e, se possibile, PLB o AIS MOB integrati, boetta luminosa, cima galleggiante e un sistema reale di recupero (paranco, lifesling o simili) che permetta di riportare a bordo una persona stanca e bagnata. In molte situazioni, recuperare è più difficile del “trovarlo” e senza un minimo di organizzazione si finisce per improvvisare nel momento sbagliato.
Consiglio di comandante con esperienza: “Organizza il recupero uomo a mare quando sei calmo, così quando urli ‘uomo in mare!’ non stai anche pensando ‘e adesso che faccio?’.”
Classici che restano insostituibili
Vicino a EPIRB, PLB, AIS e grab bag ci sono i grandi classici: zattera di salvataggio revisionata, VHF fisso e portatile con DSC, estintori a norma, pompe di sentina efficienti, cassetta di pronto soccorso completa e dotazioni aggiornate al regolamento in base alle miglia dalla costa. Non sono solo voci di elenco per la Capitaneria: molti incidenti “semplici” diventano gravi quando una pompa non funziona, un estintore è scarico o la zattera è irraggiungibile.
Consiglio di comandante con esperienza: “Le ispezioni falle prima tu, non lasciare che sia il fuoco o l’acqua a farti la ‘revisione’ delle dotazioni.”
L’esperienza che ti cambia la lista della spesa
Chi va per mare abbastanza a lungo ha quasi sempre un episodio che gli cambia il modo di vedere la sicurezza: una notte con meteo peggiore del previsto, un principio di incendio, un urto con un oggetto semisommerso, un blackout elettrico nel momento meno opportuno. È dopo quelle notti lì che nascono davvero la grab bag fatta bene, l’acquisto dell’EPIRB, l’idea di mettere un PLB al giubbotto e di spiegare all’equipaggio dove sono le cose e come si usano.
Consiglio di comandante con esperienza: “Impara dagli incidenti degli altri, così non devi fare esperienza su di te: il mare è un ottimo maestro, ma un pessimo esaminatore.”

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