guida del Comandante tra spigole, lampughe e tonni 🎣🌊
24 Gennaio 2026 – di Andrea (PassioneMare) – Tempo di lettura: 6 minuti
Traina costiera e d’altura: un viaggio tra mare e passione 🚤
Approfondimento sulla Traina costiera e d’altura 🌊
La traina costiera (o “piccola traina”) si fa vicino a casa: promontori, punte rocciose, batimetriche fra -5 e -20 metri, a volte anche nell’immediato sottocosta. È la tecnica perfetta se hai già una barca e vuoi aggiungere alla veleggiata o al giretto in motore qualche canna in pesca senza stravolgere tutto.
Prede tipiche:
- spigole, serra, palamite, lampughe, lecce amia, tracine, occhiate, sugarelli, a seconda di zona e stagione.
Parametri di massima:
- velocità: lenta, indicativamente fino a circa 3–4 nodi, perché i pesci costieri non sono missili e spesso seguono esche a pochi metri sotto la superficie.
- fondali: in genere entro 1–2 miglia dalla costa, batimetriche da -5 a -20 m (salvo eccezioni sabbiose per tracine, ecc.).
👉 Consiglio del Comandante:
Se la barca ce l’hai già, non serve riempirla di hardware spaziale: una o due canne, qualche artificiale serio, un terminale onesto e un eco che non menta. Il resto è pratica.
La traina costiera e d’altura è un’attività affascinante che unisce la passione per il mare e la pesca in un’unica esperienza emozionante.
La traina costiera e d’altura è un’eccellente opportunità per gli appassionati di pesca.
Attrezzatura base per la traina costiera 🎛️
Qui non sei ancora nel mondo “big game”, ma non è nemmeno la cannetta da spinning improvvisata.
In generale:
- Canna: da traina leggera (10–20 lb) o canna robusta da spinning pesante / trolling costiero.
- Mulinello: rotante o fisso di buona qualità, frizione fluida (le frizioni a leva con preset sono un bel plus, anche sulla costiera).
- Lenza madre: trecciato o nylon adeguato alle prede attese e agli ostacoli (scogli, secche).
- Terminali: lunghezze fra 5 e 12 m in fluorocarbon o nylon, più lunghi con barche a motore, più corti con barche lente (remi/vela).
- Piombatura:
Esche:
- minnow da 5 a 12 cm, cucchiaini, ondulanti, piume, piccoli octopus in tandem, a seconda delle specie.
👉 Aneddoto da Comandante:
Tutti partono comprando 10 artificiali. Alla fine, ne usi sempre gli stessi 2–3, quelli che ti hanno fatto prendere il primo pesce serio. Il mare ti costruisce la “collezione scaramantica” molto prima di quanto faccia il portafoglio. 😄
Leggere il mare sotto costa: dove passare, come curvare 🌊
La differenza tra “faccio un giro con le canne” e “sto facendo traina” è tutta nella testa, non nelle esche.
Qualche dritta:
- Segui la morfologia del fondo: punte rocciose, secche, canaloni, cambi repentini di profondità sono magneti per il pesce.
- Gioca coi bordi: spesso i pelagici costieri pattugliano il limite tra fondo roccioso e sabbioso.
- Curva largo: in virata, accelera un filo e fai girare gli artificiali all’esterno più veloce e all’interno più lento: a volte lo strike arriva proprio lì.
👉 Consiglio del Comandante:
Non pensare a “che artificiale uso?” finché non ti sei chiesto “dove stanno mangiando oggi?”. L’artificiale giusto nel posto sbagliato è un soprammobile costoso.
Traina d’altura: quando inizi a sognare in nodi e mangianze 🐟🔥
La traina d’altura è un altro sport, con la stessa canzone in sottofondo: barca che avanza, esche in scia, ma qui parliamo di mare aperto, profondità importanti e predatori che ti fanno sudare le braccia.
Target classici:
- tonno rosso (nei periodi e zone consentiti), alalunga, alletterato, grossi tombarelli, lampughe, ricciole importanti.
Condizioni:
- mare aperto, spesso dai 200 m di fondo in su, tagli batimetrici, canaloni, scarpate, step della piattaforma continentale.
- l’“altura” non è per forza 30 miglia: se a 2–3 miglia hai 200–300 m di profondità, sei già in casa loro.
Velocità:
- per l’alalunga, ad esempio, 6,5–8,5 nodi, con possibilità di salire verso i 9 nodi in presenza di mangianze o corrente forte.
- per tonni e pelagici veloci in generale, spesso si lavora in fasce simili, adattando a tipo di esche e condizioni.
👉 Consiglio del Comandante:
Prima di pensare “vado a tonni”, chiediti se la tua barca, la tua testa e la tua attrezzatura sono pronte a gestire un animale che pesa più di te e un mare che non sempre è “da cartolina”.
Set-up tecnico per l’altura: quando la frizione diventa religione ⚙️
Qui il livello sale:
- Barca: deve reggere mare formato e tenere velocità costanti intorno ai 7–8 nodi senza soffrire; il motore ausiliario, se usato, va dimensionato sul dislocamento reale.
- Canna: libraggi maggiori (30–50 lb e oltre a seconda delle prede), anelli robusti, schienalini/fight belts se si gioca pesante.
- Mulinello: grossi rotanti con frizione a leva, capacità di filo adeguata (anche monel per certi usi), drag regolato con dinamometro quando si lavora su ricciole e simili.
- Esche:
- grandi minnow (Rapala ecc.), squid, kona, piume, spesso armate in batteria su più canne a diverse distanze e profondità.
Disposizione in pesca:
- uso di divergenti (outrigger) e portacanne in murata per tenere più canne aperte, con linee a 50 m, 80–100 m e in scia.
👉 Aneddoto da Comandante:
Chi prova la prima “doppia mangiata” in altura (due canne giù contemporaneamente) capisce perché i vecchi dicono che “la traina non è uno sport rilassante”. In quei 30 secondi ti scordi persino come ti chiami. 😂
Esche, velocità e profondità: la danza invisibile 🎣
Sia a traina costiera che d’altura, il gioco sta tutto nel far lavorare le esche alla giusta profondità e alla giusta velocità.
Linee guida:
- Costiera
- Altura
- esche più grandi, assetti differenziati (alcune più in superficie, altre un po’ più giù);
- velocità 6,5–8,5 nodi (fino a 9 in certe situazioni);
- uso di affondatori, testine piombate, eventuale linea in monel per far “scendere” certi artificiali.
👉 Consiglio del Comandante:
Non innamorarti di un numero fisso di nodi. Guarda come lavorano le esche dietro la barca: se sfarfallano come pazze o escono dall’acqua a ogni onda, stai andando troppo forte… o hai sbagliato combinazione.
In che ordine fare il “salto”: dal sottocosta al blu profondo 🧭
Percorso molto sano:
- Inizia con traina costiera leggera
- poche canne, pochi artificiali, conoscenza della costa di casa.
- Affina lettura dell’eco e gestione della barca
- impari dove si formano correnti, dove girano le mangianze, come reagisce la barca a mare formato.
- Passa a prede più strutturate (ricciole, dentici “seri”)
- ancora in quadri costieri o su secche non lontane, ma con attrezzatura già più robusta.
- Solo dopo, pensa all’altura vera e propria
- tonni, alalunghe, lunghe uscite, gestione carburante, sicurezza, equipaggio.
👉 Consiglio del Comandante (serio):
L’altura non è “il livello hard del videogioco”, è un ambiente dove sbagliare costa caro. Farci arrivare passo dopo passo, con ore di mare e di sottocosta sulle spalle, non è essere prudenti: è darsi la possibilità di godersela davvero quando ci arrivi.
Se ti va, il prossimo articolo in stile PassioneMare può essere:
- “Guida completa alla traina costiera per chi ha già la barca ma non ha mai messo le canne in acqua”
oppure - “Traina all’alalunga dalla A alla Z: attrezzatura, rotte e aneddoti da comandante”, così crei un mini-cluster “Pesca a traina” da collegare alla tua guida sulla pesca d’altura.
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