guida del Comandante tra attrezzatura, elettronica e spot
15 Febbraio 2026 – di Andrea (PassioneMare) – Tempo di lettura: 4 minuti
Pesca a spinning in mare
La pesca a spinning è uno di quei modi di stare in acqua che non ti fanno mai stare fermo: lanci, recuperi, ti sposti, osservi il mare e cerchi di ragionare come un predatore… o almeno di convincerlo che il tuo artificiale lo è. È una tecnica “nervosa” e dinamica, perfetta per chi, come noi di Passionemare, sul mare non riesce proprio a stare in poltrona. 🎣🌊 Scopri di più sulla Pesca a spinning in mare!
Cos’è davvero la pesca a spinning (vista dal pozzetto) 🎣
La Pesca a spinning in mare offre emozioni uniche e la possibilità di catturare pesci straordinari.
In pratica, lo spinning è una tecnica in cui usi esche artificiali che lanci e recuperi continuamente per imitare un pesciolino in fuga o un intruso nel territorio del predatore.
Si fa in acqua dolce e in mare, da riva o dalla barca, e punta soprattutto a pesci predatori: dalle spigole ai serra, dai barracuda alle ricciole, fino ai tonni in certe situazioni di mangianza.
La parte bella?
- non aspetti il pesce: sei tu che vai a cercarlo;
- ti muovi, leggi il mare, studi fondali e correnti;
- ogni lancio è una domanda al mare: “c’è qualcuno a casa?”.
Da comandante la vedo così: è la versione “action” della pesca. Se ami starsene seduto con il campanellino sulla canna… qui ti annoi. Se invece ti piace lavorare di braccio, occhio e cervello, ti innamori.
Attrezzatura per spinning: montare il “puzzle” giusto 🧩
Chi non vuole affidarsi solo alla fortuna deve calibrare attrezzatura e strategia sulla preda, non sulla vetrina del negozio.
Gli ingredienti fondamentali sono:
- Esca artificiale
È il cuore del gioco. Si sceglie in base a: grammatura, tipo di nuoto, profondità di lavoro e preda che vuoi insidiare.
Molti pescatori, giustamente, partono proprio da qui: prima decidono l’artificiale, poi scelgono canna e filo adatti a lanciare e animare bene quel peso. - Canna da spinning
Deve permetterti di:- lanciare alla distanza giusta,
- animare l’esca con piccoli scatti,
- avere sensibilità su mangiate e ostacoli.
Di solito va dai 2,00 ai 2,70 m, con potenza (Casting Weight) espressa in grammi. Le classi tipiche sono: Ultra Light, Light, Medium Light, Medium, Medium Heavy, Heavy, Extra Heavy, ognuna abbinata a un range di peso dell’esca.
Per semplificare la scelta, la tabella stile PassioneMare è questa:
Da comandante, il consiglio è semplice: se sei all’inizio, stai al centro. Una canna “Medium” ti permette di abbracciare un sacco di situazioni reali senza impazzire con mille setup.
Spinning da riva e dalla barca: due mondi, stesso gioco 🌅🚤
Una delle cose che ha fatto esplodere lo spinning è la versatilità: funziona sia dalla spiaggia/ scogliera che dalla barca.
Dalla riva
- Ti muovi lungo spiagge e scogliere, cambi spot, cerchi canaloni, punte, frangenti.
- È dinamico e divertente: cerchi mangianze, pesci in caccia, cambi angoli di lancio.
- Oggi puoi usare anche fishfinder da riva: piccoli dispositivi lanciabili che scandagliano fino a decine di metri e rimandano la lettura a smartphone o tablet, aiutandoti a capire dove “leggere” il fondale e la presenza di pesce.
Dalla barca
Qui il gioco si fa ancora più “strategico”:
- puoi battere aree enormi, spostarti su secche, cigli, bollenti;
- puoi inseguire mangianze in mare aperto, con prede di taglia: serra grossi, ricciole, tonni.
In questo contesto, l’elettronica non è un vezzo, è un membro dell’equipaggio:
- il chartplotter ti aiuta a ritrovare waypoint e secche salvate in precedenza;
- il radar può mostrare gli stormi di gabbiani che “segnano” la mangianza, grazie alle funzioni dedicate Bird Mode sulle antenne moderne;
- l’ecoscandaglio/fishfinder legge fondale e marcature di pesce per capire se quello spot “vive” oppure no.
Aneddoto da comandante: c’è chi gira ore “a vista” sperando nella mangianza, e chi, con radar in Bird Mode e uno Striker ben settato, arriva dritto sul punto dove gabbiani e marcature dicono “qui si mangia”. Il primo torna a casa dicendo “oggi non c’era niente”, il secondo torna a casa a lavarsi le mani dal sangue del pesce.
Elettronica a bordo: perché un fishfinder non è un giocattolo 📡
Garmin, nel suo articolo, mette l’accento su una cosa che condivido al 100%: conoscere il fondale e leggere il pesce è metà pesca.
I fishfinder STRIKER Vivid con tecnologia CHIRP permettono di:
- visualizzare il fondale in alta risoluzione,
- distinguere meglio pesce dal “rumore” di fondo,
- identificare strutture, buche, drop-off, erbai dove i predatori amano cacciare.
Per chi fa spinning dalla barca, soprattutto in mare:
- il fishfinder ti dice dove fermarti,
- il chartplotter ti fa tornare dove hai preso ieri,
- il radar ti segnala dove il mare sta esplodendo di vita in superficie.
Sembra tecnologia “da astronave”, ma in realtà è semplicemente un modo per sprecare meno benzina, meno tempo e meno lanci inutili. Il mare va rispettato, ma anche “letto” con gli strumenti che oggi abbiamo.
Consigli da comandante per iniziare a spinning (senza farti male al portafoglio) 💸
- Parti da una combo “Media”
Una canna Medium con range 10–30 g e un mulinello adeguato ti permette di insidiare spigole, serra e tanti predatori comuni, senza cambiare subito attrezzatura. - Scegli poche esche ma buone
Meglio 5 artificiali che conosci bene, in colori e pesi sensati, che una scatola piena di giocattoli che non sai usare. Impara a farle nuotare bene, più che a cambiarle ogni lancio. - Osserva, poi lancia
Mare vivo, correnti, schiumate, canaloni, gabbiani: sono la tua prima “strumentazione”. Lo strumento elettronico arriva dopo, a confermare quello che l’occhio ti suggerisce. - Abituati a muoverti
Spinning non è sedersi e aspettare il miracolo. Cammina, cambia angolo, cambia ritmo di recupero, sperimenta. Il pesce spesso è 20 metri più in là… o 2 metri più giù. - Rispetta sempre il mare e le prede
Cattura e rilascia sensato, non massacrare esemplari piccoli o inutili, usa attrezzatura adeguata per non stressare troppo il pesce. Un mare rispettato è un mare che “regala” più spesso.
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