Atlantic crossing traversata atlantica

Traversata atlantica

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Written byPassione mare

Novembre 29, 2025

sogni, paure e risate tra le onde infinite

Traversata atlantica

Quando racconti che vorresti fare un’Traversata atlantica, ci sono solo due tipi di persone: chi pensa tu sia un vero eroe… e chi ti chiede se sei matto.
In realtà un po’ di follia serve, ma chi ha mai detto che i sogni debbano essere perfettamente razionali?

La paura che fa bene al cuore (e qualche figuraccia da condividere)

La notte prima della partenza, anche il marinaio esperto si chiede: “Ma chi me l’ha fatto fare?” Lo stomaco è in subbuglio, i pensieri ballano più delle onde di prua.
Ti metti lì a controllare, per la decima volta, la lista del materiale:
“Cime? Ok. GPS? Ok. Antidoto per la nostalgia? Esiste?”.
La mia prima notte in Atlantico ho sognato di finire sulla stessa isola di Robinson Crusoe… con in valigia solo crackers e salame!

Trucchi e verità da banchina… anche nell’oceano

C’è sempre l’amico “esperto” sulla banchina che urla: “Se prende vento a nord, filate sempre verso il sud!”.
Peccato che il GPS dicesse il contrario e che, in quell’emisfero, l’unica cosa che filava era una scatola di tonno aperta caduta sul pagliolo.
Momenti così diventano storie leggendarie una volta sbarcati!

Tutte le emozioni in una sola parola: oceano

La traversata Atlantica è molto più che navigare

  • Ti alzi con il sole sull’orizzonte, caffè tra le mani e gli occhi che non credono a tanto blu.
  • Saluti i delfini che si fanno beffe della tua velocità, mentre tiri fuori la GoPro (scarica, sempre!).
  • La notte, osservi il cielo stellato che sembra inventato apposta per i marinai e ti senti minuscolo, ma straordinariamente vivo.
  • Le chiacchiere con l’equipaggio, tra dichiarazioni di fame, “ricette” con conserve improbabili e la gara a chi racconta la storia più assurda (tipo il famoso avvistamento della “scarpa marina”).

Piccolo aneddoto vero:

Alla terza settimana in mare, il capitano annuncia felice: “Stasera gran risotto di pesce!”.
Arriva la pentola: riso, un mestolo di brodo, ma… niente pesce!
Ridiamo tutti, il “pesce” era la solita scusa: il mare ci aveva dato solo una lattina di sgombro.

Consigli di chi ha già sbagliato (e si è divertito a raccontarlo)

Nessuna traversata riesce senza errori o sorprese. Tra cambi di vento, rotta da correggere e attacchi di ridarola, impari a prendere tutto con filosofia:
anche il panico, se condiviso, si trasforma in amicizia.

Ecco alcuni esempi famosi e curiosi di traversate atlantiche, realizzate con diversi mezzi e spirito d’avventura:

Barca a vela

  • L’ARC (Atlantic Rally for Cruisers): regata amatoriale da Las Palmas (Canarie) a Saint Lucia (Caraibi), ogni anno centinaia di barche, famiglie ed equipaggi di tutte le età sfidano l’Atlantico, spesso incontrando delfini, onde giganti e brindisi a base di rum!
  • Traversata in solitario: tanti navigatori famosi (come Joshua Slocum o Isabelle Autissier) hanno compiuto imprese leggendarie, affrontando tempeste e lunghe notti con solo stelle e coraggio a tenere compagnia.

Barca a remi

  • Un esempio pazzesco è quello di Alex Bellini, che ha attraversato l’Oceano Atlantico in solitaria su una barca a remi, oltre 4000 miglia di fatica, allucinazioni e incontri con balene e tempeste tropicali.
  • “Talisker Whisky Atlantic Challenge”: regata annuale di barche a remi, da La Gomera (Canarie) alle Barbados, con atleti di tutto il mondo.

Kayak e canoe

  • Gérard d’Aboville nel 1980 è stato il primo uomo a remare in solitaria dall’Europa all’America su un piccolo kayak specializzato.
  • John Fairfax, nel 1969, ha attraversato l’Atlantico a remi in 180 giorni (con ben più di un’avventura da raccontare!).

Barca a motore

  • La rotta transatlantica è spesso percorsa da yacht e motoscafi: nel 1986 Richard Branson, con il Virgin Atlantic Challenger II, ha fatto la traversata più veloce dell’epoca, battendo il record del Blue Riband.

Zattera

  • L’epico viaggio del Kon-Tiki (nell’oceano Pacifico, ma il principio è lo stesso del balsa raft): Thor Heyerdahl riuscì a solcare l’oceano su una zattera di legno per dimostrare le navigazioni ancestrali.
  • Nel 1956, il francese Alain Bombard attraversò l’Atlantico su un piccolo canotto a remi per dimostrare la sopravvivenza possibile anche in condizioni estreme.

Altri mezzi assurdi e surreali

  • Traversata in barca solare: ci sono stati pionieri che hanno sfidato l’oceano con catamarani alimentati solo dal sole, dimostrando la potenza delle energie alternative.
  • Traversata in pedalò: nel 2010 due italiani (D’Alì e Soldini) hanno attraversato l’Atlantico a bordo di un pedalò attrezzato, tra risate e imprese incredibili.

La storia incredibile dei fratelli Amoretti e la loro traversata Atlantica in auto

  • Nel 1999, Marco, Mauro e Fabio Amoretti, insieme all’amico Marcolino De Candia, hanno trasformato due auto, una Volkswagen Passat dell’87 e una Ford Taunus dell’81, in mezzi galleggianti riempiendole di poliuretano espanso e adattando il tetto con una sorta di gommone.
  • Partiti il 4 maggio 1999 dall’isola di La Palma (Canarie), hanno sfidato l’oceano Atlantico, contando soprattutto sul vento, correnti e su qualche motore di scorta.
  • Dopo 119 giorni, migliaia di chilometri, un uragano e tantissime avventure (tra cui la separazione di parte dell’equipaggio e incontri surreali con altre imbarcazioni), sono arrivati in Martinica, Caraibi, accolti tra stupore, giornalisti e famiglia emozionata.
  • L’impresa era dedicata anche a realizzare il sogno del padre, Giorgio, già autore di tentativi simili.

Questa attraversata folle e poetica è rimasta un’impresa quasi unica nel suo genere — e rappresenta una delle “verità da banchina” più belle e pazze della nautica italiana.

Nessuna traversata riesce senza errori o sorprese. Tra cambi di vento, rotta da correggere e attacchi di ridarola, impari a prendere tutto con filosofia:
anche il panico, se condiviso, si trasforma in amicizia.

Vuoi un insegnamento da portare a riva?
Anche l’oceano ascolta chi lo rispetta… e premia i navigatori che affrontano tutto con un sorriso (e una buona scorta di biscotti!).

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