Non solo palazzo galleggiante: la nuova Saetta 128’ unisce tre ponti, design d’autore e voglia di planare.
Data: 12 dicembre 2025 – Autore: Redazione Passione Mare – Tempo di lettura: 5 minuti
Introduzione
Ci sono yacht che sembrano ville sul mare, pensati per stare fermi in rada. E poi ci sono quelli che, oltre a farti vivere benissimo a bordo, ti invitano a girare la manetta. Custom Line Saetta 128’ fa proprio questo: trideck sotto i 300 GT, quasi 40 metri di eleganza, ma con una carena planante che vuole muoversi davvero.
In questo articolo lo guardiamo con gli occhi “alla PassioneMare”: meno brochure, più cosa significa davvero viverlo (o sognarlo) da armatore ed equipaggio.
Dati salienti: cosa c’è “sotto” il design
- Lunghezza f.t.: circa 39,8 metri
- Baglio massimo: 7,69 m
- Stazza: sotto 300 GT, quindi molta volumetria ben ottimizzata.
- Carena: planante, sviluppata dall’Engineering Ferretti Group per dare velocità a un vero trideck.
- Motori: 2 x MTU 16V 2000 M96L da 2.638 hp, velocità massima attorno ai 22 nodi, crociera 19 nodi, autonomia dichiarata circa 1.000 miglia a 11 nodi.
Tradotto: un 40 metri che non ti costringe a fare tutto in dislocamento. Se hai solo un weekend lungo, non lo passi tutto in trasferimento.
Design esterno: una “saetta” su tre ponti
Gli esterni sono firmati SY Design e il colpo d’occhio è quello giusto: linee tese, profilo filante, finestrature lunghe e continue che tagliano la murata. Nonostante i tre ponti, la barca non appare mai tozza, ma “bassa e nervosa” per la sua taglia.
Il nome Saetta qui non è marketing: il family feeling con le altre plananti Custom Line c’è, ma con più volume sopra e sotto. Per chi viene dai vecchi 120’ o dai plananti del gruppo, sembra quasi la naturale evoluzione “XXXL” di quell’idea.
Interni: casa contemporanea, non “salone di marmo”
Gli interni portano la firma ACPV ARCHITECTS (Citterio–Viel), già attivi in hotel e residenze di alto livello, con il supporto del Custom Line Atelier. Linguaggio: pulito, luminoso, tanto legno chiaro, toni caldi, niente barocchismi.
L’obiettivo è far percepire la Saetta 128’ come una casa contemporanea su tre livelli:
- main deck con salone a tutta larghezza;
- area armatoriale (a seconda del layout) con vista privilegiata;
- spazi ospiti e crew ben separati ma fluidi, senza “corridoi tristi da nave”.
È uno di quegli interni dove vedi subito che il vero lusso sta nel vuoto ben gestito, non nel riempire tutto di oggetti.
Lo sky lounge: il salotto dove finisci sempre



Uno dei punti forti è lo sky lounge sull’upper deck: una stanza di vetro sospesa tra dentro e fuori. Con le grandi vetrate e il collegamento diretto con il ponte esterno, diventa il vero “centro di gravità” della vita di bordo:
- colazioni con vista 270°,
- pomeriggi di navigazione al fresco,
- serate lounge senza dover scegliere tra salone chiuso e pozzetto.
Chi ha vissuto trideck simili racconta che, alla fine, gran parte della crociera si consuma proprio lì, più che sul main deck formale.
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Spazi esterni: beach club e terrazze, da usare davvero
Saetta 128’ segue la tendenza “tutto vivibile”:
- beach area a poppa, pensata per diventare una vera spiaggia privata;
- ampie zone prendisole su main e sun deck;
- camminamenti laterali che invitano a muoversi, non solo a “stare seduti”.
Il design punta alla continuità dentro/fuori: apri le vetrate, e il salone si allunga all’esterno. Per chi ama il mare non solo da guardare, ma da vivere (tuffi, toys, tender, gommoni di lusso in appoggio), è un tema centrale.
Perché la carena planante è una scelta interessante
In un mondo dove molti superyacht di 40 metri puntano su carene dislocanti o semidislocanti, Saetta 128’ si propone con una piattaforma decisamente planante. Vantaggi per l’armatore:
- trasferimenti più rapidi tra un porto e l’altro;
- possibilità di “scappare” da un meteo brutto con più margine di velocità;
- meno compromessi se vuoi fare crociere anche con tappe lunghe.
Certo, i consumi a 19–22 nodi non sono da utilitaria, ma chi gioca in questa categoria cerca proprio la combinazione: grande casa sul mare + barca che può anche essere divertente da portare.
Consiglio del comandante (box stile PassioneMare)
Se ti capita di salire su Saetta 128’ o su uno yacht simile, non fermarti al “wow” iniziale:
- siediti in sky lounge e immagina una giornata di pioggia: ti sembra un posto dove vivresti volentieri?
- scendi in beach club e chiediti se useresti davvero quello spazio per sport, bagni, tender;
- fatti dire motorizzazioni, autonomie e velocità di crociera reali: con quei numeri, le tue rotte tipiche (Croazia, Eolie, Baleari…) come cambiano?
È in quel momento che capisci se un progetto come Saetta 128’ sarebbe “solo status” o un vero moltiplicatore del tuo modo di andare per mare.
Link interni suggeriti
- Custom Line Saetta 128’
- Ferretti Yachts 2025
- Yacht Sanlorenzo SHE
- Cantiere delle Marche svela RJ 155
CTA finale
Ti piacerebbe leggere schede “alla PassioneMare” anche su altri superyacht plananti (Wally, Pershing, ecc.) o preferisci che continuiamo a restare più vicini al mondo dei gommoni e delle barche “raggiungibili”?
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