Baglietto
Se pensi che “fatto in Italia” sia solo uno slogan pubblicitario, Baglietto è qui per dimostrarti che sei profondamente sbagliato.
Da 170 anni, il cantiere ligure racconta la storia più straordinaria della nautica mondiale: quella di una piccola realtà che è diventata il sinonimo di lusso, innovazione e bellezza senza compromessi.
Papi, Re, Principi, Compositori, Poeti e miliardari hanno messo il loro nome accanto al nome Baglietto.
Non perché fossero i più ricchi, ma perché capivano che quando volevi il meglio, solo Baglietto poteva darti l’impossibile.
Questa è la loro storia, e mentre la leggi, capirai perché i Baglietto non sono solo barche sono:
Leggende galleggianti.
1854: Quando un “Muntagnin” di Varazze Inventa il Sogno
L’inizio di una leggenda che nessuno poteva immaginare
Immagina di essere a Varazze nel 1854. L’Italia si sta ancora unificando. La nautica è ancora fatta di legno, vela e uomini che credono ai miracoli. Entra in scena Pietro Baglietto, un uomo di cui tutti ricordano solo il soprannome: “el Muntagnin” (il montanaro). Questo termine, dato con affetto dai paesani, non era un insulto: era il riconoscimento che quest’uomo dalla montagna possedeva una capacità quasi magica di trasformare il legno in barche che volavano.
Non cominciò con un cantiere lussuoso. Cominciò in un orto, a cento metri dal mare, in un capannone improvvisato, costruendo gozzi e canotti. Ma il suo tocco era speciale: le sue barche non solo galleggiavano, volavano. Entro pochi anni, i ricchi, i nobili e i curiosi iniziavano a chiedere: “Chi costruisce questa barca?” La risposta era sempre la stessa: “Il Muntagnin di Varazze”.
Il primo capolavoro: Quando il Papa vuole una barca Baglietto
Nel 1888, succede qualcosa che cambia tutto. Pietro Baglietto riceve una commissione straordinaria: costruire una piccola barca d’eccellenza da offrire a Papa Leone XIII in occasione del suo giubileo sacerdotale. Immagina il peso della responsabilità. Non stai costruendo una barca: stai costruendo un simbolo di rispetto verso il Pontefice. Baglietto lo capisce. E costruisce qualcosa di così bello e perfetto che, da quel giorno, il nome Baglietto diventa sinonimo di eccellenza assoluta. Il “Muntagnin” ha appena elevato l’artigianato italiano al livello della storia.
Subito dopo, realizza la “jole Ora e Sempre” per il Rowing Club di Genova: una barca che vince tutte le regate alle quali partecipa, diventando l’imbattibile.

BAGLIETTO ART OF YACHTING SINCE 1854 BOOK | Trenzseater NZ
Il Boom: Quando Vaglietto Entra nel Cuore dei Potenti Mondiali
Da Guglielmo Marconi a Gabriele D’Annunzio: Gli Stregoni Scelgono Baglietto
Negli ultimi anni dell’Ottocento e all’alba del Novecento, accade un fenomeno straordinario: tutti i giganti del pensiero italiano iniziano a volere un Baglietto. E non è perché avevano soldi (molti altri li avevano): è perché Baglietto era il simbolo di chi capiva la qualità vera, quella che non si fotografa ma si sente quando senti il vento gonfiare una vela costruita dal Muntagnin.
Guglielmo Marconi, l’inventore della radio, premio Nobel della fisica, si rivolge a Baglietto nel 1930 con una richiesta semplice e geniale: trasformare la sua nave Elettra in un laboratorio e residenza galleggiante dove sperimentare le onde radio in mezzo all’oceano. Non lo affida a nessuno: lo affida a Baglietto, perché sa che faranno qualcosa di straordinario.
Giacomo Puccini, il genio della musica italiana, nel 1911 commissiona il Cio Cio San, un motoyacht di 13,50 metri che diventa il progenitore del moderno motoryacht moderno. Il nome stesso è un tributo alla sua celebre opera. Puccini sa che navigare su una barca Baglietto significa abitare un’opera d’arte.
Gabriele D’Annunzio, il Poeta, il Vate, colui che viveva come scriveva – con estravaganza e genio – nel 1932 si commissiona l’Alcyone, un 12 metri. E qui accade qualcosa di mistico: D’Annunzio conia il celebre motto “Memento Audere Semper” (Ricordati di osare sempre), frase che racchiude il dna sia del poeta che del cantiere Baglietto. Su quella barca, D’Annunzio naviga verso le sue ultime avventure, e il mare ricorda che ha ospitato uno dei più grandi scrittori del mondo.

Baglietto – 170 years of history – Barche Magazine ISP
Peter Sellers, Mike Buongiorno, Christina Onassis: tutti commissionano barche a Baglietto negli anni della Dolce Vita, quando il Mediterraneo era il luogo dove la bellezza decideva il corso della storia.
Re e Principi: Quando la Monarchia Vuole Baglietto
Ma se pensi che i Baglietto fossero importanti solo per gli artisti, ti sbagli di nuovo. I Re hanno scelto Baglietto.
Alfonso XIII, l’ultimo Re di Spagna prima della Repubblica, ordinò barche a Baglietto negli anni ’30. Nel 1938, il Re Vittorio Emanuele III d’Italia si affida a Baglietto per il suo motoscafo di rappresentanza, il celebre M.E. 91 di 15 metri. Non è una barca qualsiasi: è il simbolo della monarchia italiana galleggiante, quella che il Re usa per rappresentare il Paese davanti al mondo.
Nel 1951, il Re d’Egitto Faruk commissiona a Baglietto non una, ma tre imbarcazioni: un cabinato di 11,50 metri e due motoscafi da usare come tender. Faruk era uno dei re più ricchi del pianeta: avrebbe potuto costruire barche ovunque. Sceglie Varazze.
Anche la Principessa Elena del Montenegro, diventata Regina d’Italia nel 1900, commissiona un motoscafo a Baglietto. La monarchia italiana ha scelto di galleggiare su Baglietto.

Baglietto si espande alla Spezia e punta sull’efficienza
Il Periodo Eroico: Velocità, Record Mondiali e Innovazione che il Mondo Non Aspettava
Gli Anni del Mito della Velocità: Quando Baglietto Scrive la Storia della Motonautica
Negli anni ’20 e ’30, mentre l’arte moderna esplodeva in Italia (Futurismo, razionalismo, modernismo), Baglietto fa lo stesso nella nautica: inventa barche che non dovrebbero poter esistere.
Con l’apporto tecnico del meccanico Guido Cattaneo (specialista Isotta Fraschini), Baglietto crea motori speciali, marinizzati, potentissimi – motori da 350 cavalli su scafi leggeri come piume. Nel 1931, un pilota di nome Antonio Becchi su una barca Baglietto diventa il primo pilota italiano a conquistare il record mondiale di velocità della 12 litri – quella che era essenzialmente la Formula 1 dell’epoca. Nel 1933, Guido Cattaneo stesso, con il suo scafo Baglietto Asso, diventa primatista mondiale di velocità.
Nel 1938, Baglietto stabilisce un record mondiale di velocità superiore ai 100 km/h – ricorda, stiamo parlando del 1938, quando 100 km/h era come raggiungere Marte. Le barche Baglietto degli anni ’20 e ’30 non erano solo belle: erano anticipi del futuro, scafi che sembravano usciti dalla fantasia di Jules Verne.

Modelli Baglietto iconici: 170 anni di eccellenza italiana nella costruzione di yacht
La Guerra e il Dopoguerra: MAS, Legende e la Rinascita
I MAS: Quando Baglietto Arma la Marina Italiana
Quello che molti non sanno è che Baglietto ha costruito i MAS (Motoscafo Armato Silurante) – le leggende della Marina Italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Questi scafi veloci e letali, costruiti con carene d’avanguardia progettate da Baglietto, sono diventati celebri nel mondo intero. Le linee d’acqua dei MAS rimangono ancora oggi una base scientifica per i moderni motoryacht.
Dopo la guerra, la terza generazione della famiglia Baglietto – Pietro Jr. (il progettista geniale) e Giampietro (il genio commerciale) – prende il timone. Nel 1951, Pietro Jr firma il suo primo capolavoro: il Lanzerota, un III classe RORC (Royal Ocean Racing Club) con uno scafo talmente innovativo da scatenare polemiche. Le linee d’acqua moderniste, le appendici rivoluzionarie: quando il Lanzerota appare nei porti, gli altri skipper pensano sia venuto da un’altra epoca.
Gli Anni Dorati: La Serie “M” e il Flying Bridge che Cambia Tutto
Negli anni ’50 e ’60, Baglietto introduce la celebre serie “M” – una rivoluzione stilistica e strutturale. L’elemento “dirompente” è il FLYING BRIDGE: un’intelligente sfruttamento del tetto della sovrastruttura che diventa il linguaggio di design che caratterizzerà il motor-yacht per i successivi 50 anni.
Complessivamente vengono costruiti 196 scafi della serie “M” – un numero incredibile per l’epoca – con ben 72 esemplari del solo modello 20M.
I modelli Ischia, Capri, Minorca e Maiorca diventano leggendari: eleganti, potenti, affidabili. Ogni barca è unica, ma tutte seguono il dna Baglietto. Questi yacht popolano il Mediterraneo degli anni della Dolce Vita, e il mare italiano è pieno di storie di gente ricca che naviga su Baglietto e si sente come personaggi di un film di Fellini.
L’Era dell’Alluminio e dei Megayacht: Quando Baglietto Inventa il Futuro (Di Nuovo)
1974-1987: La Rivoluzione Tecnologica che Nessuno Vedeva Arrivare
A metà degli anni ’70, Baglietto compie una decisione coraggiosa: abbandona il legno e passa all’alluminio. Non è una semplice scelta di materiale: è una dichiarazione di intenti. Da questo momento in poi, Baglietto costruirà barche più leggere, più resistenti, più veloci, e soprattutto – più grandi.
Nel 1984, Baglietto lancia il Al Fahedi, un mega-yacht di 44,82 metri disegnato dall’architetto Giovanni Zuccon, commissionato per l’Emiro del Dubai. È il primo vero megayacht della storia moderna – un capolavoro in alluminio che stabilisce nuovi standard di lusso, dimensione e prestazione.
Nel 1987, arriva l’Adler, un 35 metri progettato da Alberto Mercati, spinto da idrogetti capace di raggiungere oltre 36 nodi di velocità massima. L’Adler è il primo “megayacht di concezione moderna” nella storia – e porta la firma Baglietto.
1991: Maffy Blue – La Rivoluzione Stilistica che Fa Scuola
Poi nel 1991 arriva Maffy Blue – l’yacht che cambia tutto. Varato da Baglietto, lungo 33 metri, tutto in alluminio, progettato dallo stilista Aldo Cichero, Maffy Blue rappresenta una svolta radicale nel linguaggio del megayacht planante.
Gli interni sono lussuosissimi – non è più una barca, è una villa galleggiante. Le linee esterne sono così belle e innovative che diventeranno “la scuola” per tutti i design successivi. Con una velocità massima di 30 nodi, Maffy Blue combina velocità, lusso e bellezza in modo tale che crea un nuovo standard nel segmento. Tanti altri cantieri proveranno a copiare lo stile di Maffy Blue. Nessuno ci riuscirà veramente.
2000-2024: I Giganti dell’Era Contemporanea
Quando i Designer Leggendari Scelgono Baglietto
Nel 2004, Roberto Cavalli – il designer di moda più eccentrico e visionario del pianeta – commissiona a Baglietto il favoloso RC (poi ribattezzato Tatiana per sempre), un 41 metri firma Tommaso Spadolini. È uno yacht che non è solo una barca: è un’estensione della personalità di Cavalli – puro lusso, design sofisticato, colori accesi e geometrie decise.
Nel 2005 arriva il Blue Princess (34 metri), nel 2006 il Blue Scorpion (42 metri), e a seguire Bolaro, Apache II, Gitana, Baraka – tutta una serie di megayacht che confermano il dominio assoluto di Baglietto nel segmento luxury.
Francesco Paszkowski: Il Designer che Incarna l’Anima di Baglietto
Nel 1994, Francesco Paszkowski – uno dei designer nautici più importanti del mondo – firma l’Opus, il primo open di 29 metri capace di navigare a 40 nodi. È l’inizio di una collaborazione storica. Paszkowski diventa il designer ufficiale di Baglietto, firmando capolavori come Apache, Pachamama, Mr T.
Nel 2016, Paszkowski e Baglietto presentano al Salone di Cannes la nuova linea FAST, iniziata con il bellissimo 46m FAST – uno yacht che incarna tutta l’esperienza 162-enne di Baglietto in un’imbarcazione contemporanea, elegante, potente e rivoluzionaria.
L’Acquisizione del Gruppo Gavio (2012): Baglietto Verso il Futuro
Nel 2012, un momento cruciale: il Gruppo Gavio – uno dei principali gruppi industriali italiani – acquisisce Baglietto e il suo stabilimento storico di La Spezia. È un evento trasformativo. Gavio investe massicciamente nelle infrastrutture:
- Bonifica completa del sito produttivo di 35.000 mq
- Costruzione di due capannoni per barche fino a 65 metri al coperto
- Banchine attrezzate per ospitare yacht fino a 70 metri
- Una darsena completamente rinnovata di 3.600 mq con due banchine di 85 metri
Oggi Baglietto conta su circa 50 dipendenti fissi e si avvale di circa 200 persone in forza lavoro esterna. Lo storico cantiere di Varazze è tornato a vivere come uno dei pilastri della nautica italiana.
Perché i Baglietto Rimangono Leggendari: 170 Anni di DNA Imbattibile
Innovazione Continua: Non Costruisce Moda, Costruisce il Futuro
La cosa straordinaria di Baglietto è che non segue i trend: li crea. Dal primo volante al primo alluminio, dal primo flying bridge al primo megayacht di concezione moderna – Baglietto è sempre stato il primo, e gli altri sono sempre arrivati dopo. Questa non è arroganza: è storia documentata.
Qualità Artigianale che Incontra l’Ingegneria Moderna
Nonostante i 170 anni e le evoluzioni tecnologiche, Baglietto rimane fedele a una filosofia: ogni barca è un capolavoro unico, non una copia seriale. Questa è l’eredità del “Muntagnin” – l’idea che il legno, l’alluminio e l’ingegneria hanno un’anima, e il compito del cantiere è liberarla.
La Scelta dei Potenti: Non Perché Sono i Più Cari, Ma Perché Sono i Migliori
Papa Leone XIII non sceglieva Baglietto per il prezzo. Vittorio Emanuele III non sceglieva Baglietto perché era conveniente. D’Annunzio non sceglieva Baglietto perché aveva uno sconto. Sceglievano Baglietto perché capivano che il mare merita il meglio, e il meglio è sempre stato Baglietto.
Modelli Leggendari: La Tabella dei Capolavori
Modelli Baglietto iconici: 170 anni di eccellenza italiana nella costruzione di yacht
Conclusione: Baglietto Non È Una Barca, È una Religione
Navigare su una barca Baglietto non significa possedere un’imbarcazione: significa ereditare 170 anni di genio, arroganza, bellezza e innovazione. Significa stare dove hanno stare Papa Leone XIII, Guglielmo Marconi, Gabriele D’Annunzio, Giacomo Puccini e i Re d’Italia. Significa far parte di una storia che continua ogni giorno, ogni varo, ogni onde solcata.
Quando la vela di una Baglietto si gonfia e l’imbarcazione inizia a volare sull’acqua, in quel momento comprendi che non è solo vento e costruzione: è la solidificazione di 170 anni di sogni, sfide, vittorie e innovazioni di una famiglia italiana che ha deciso di fare di ogni barca un capolavoro.
Il mare ricorda. E ricorda Baglietto.
Consulente assistenza armatore Tramonto in Barca. Noleggio Barche. Escursioni in Barca
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